Sanremo è un palco storico della musica italiana, ma non tutte le edizioni del Festival hanno raggiunto il successo sperato. Alcune sono state segnate da alti e bassi che hanno portato a una risposta tiepida da parte del pubblico. Un esempio emblematico è rappresentato dal Festival del 2008, un’edizione che ha avuto il suo carico di polemiche e controversie.
Il Festival del 2008 e le incertezze iniziali
L’edizione numero cinquantotto del Festival di Sanremo si è aperta in un clima di incertezze e preoccupazioni. La Rai, in particolare, non sembrava pronta ad affrontare l’evento con la necessaria serenità. Il conduttore Pippo Baudo, che ha guidato il Festival per tredici volte, si trovava sotto esame, con il direttore di Rai 1, Fabrizio Del Noce, che flirtava apertamente con altri nomi di spicco come Fiorello e Paolo Bonolis. Questo clima di ambiguità ha certamente influito sulla percezione dell’evento.
Il Festival ha visto in gara venti artisti affermati e quattordici nuove proposte, ma il pubblico ha subito criticato l’età media dei partecipanti, considerata alta. Tra i big c’erano nomi noti come Little Tony, Toto Cutugno e Loredana Bertè, il che ha suscitato commenti ironici da parte di alcuni presentatori. Piero Chiambretti, scelto come spalla di Baudo, ha paragonato la situazione a quella della politica italiana, insinuando che la gioventù fosse ormai relegata nel passato.
La presenza delle vallette, tradizionale nella conduzione del festival, è stata rispettata anche in questa edizione, con Andrea Osvart e Bianca Guaccero che hanno debuttato nelle prime due serate e si sono unite successivamente. L’organizzazione ha optato per una pausa infrasettimanale, una scelta dettata dalla competizione con il calcio, che tuttavia non si è rivelata efficace, anzi, ha alimentato ulteriormente il disinteresse del pubblico.
Un clima di tensione e polemiche
Il contesto politico influente ha ulteriormente complicato la situazione. La caduta del governo Prodi, avvenuta poco prima dell’apertura del Festival, ha portato a un clima di forte tensione. Le elezioni erano imminenti e il Festival è stato inghiottito dalle polemiche legate alla par condicio, che limitava qualsiasi riferimento politico durante le trasmissioni.
I media non hanno di certo risparmiato critiche, e articoli come quello de “Il Secolo d’Italia” hanno evidenziato la presunta esclusione di alcuni artisti per motivi politici. Le dichiarazioni del direttore artistico, che negavano qualsiasi colore politico alla musica, sono state accolte con scetticismo. La Rai ha imposto una liberatoria ai partecipanti per evitare qualsiasi riferimento alle elezioni, cosa che ha aggiunto ulteriore pesantezza all’atmosfera.
La giornata di inaugurazione, fissata per il 25 febbraio, è stata segnata da un tragico evento di cronaca che ha ulteriormente distolto l’attenzione dal festival. Ifratellini di Gravina, ritrovati senza vita, hanno monopolizzato l’informazione e hanno fatto crescere gli ascolti di programmi concorrenti, danneggiando ulteriormente il Festival che ha registrato ascolti deludenti.
Le reazioni e l’andamento degli ascolti
Il Festival ha aperto con un omaggio a Domenico Modugno da parte di Gianni Morandi, ma i numeri parlavano chiaro: solo sette milioni di spettatori hanno seguito la prima serata. Il commento di Del Noce a riguardo ha messo in evidenza la sorpresa per i risultati, attribuiti a fattori esterni piuttosto che a una scarsa proposta musicale. Tuttavia, il presidente della Fimi, Enzo Mazza, ha respinto categoricamente queste giustificazioni, suggerendo che il calo fosse più legato a una formula superata del Festival.
Con il passare delle serate, gli ascolti sono continuati a calare, scendendo a 6,5 milioni nella seconda serata, un dato allarmante che ha portato Baudo a esprimere la sua frustrazione in conferenza stampa. L’idea che la qualità dello spettacolo non fosse sufficiente senza elementi scandalosi ha sollevato polemiche, e le sue parole sono state accolte con sdegno da esponenti politici che hanno chiesto una maggiore responsabilità.
Il Festival ha continuato a lottare con numeri in flessione, fino a un episodio controverso che ha coinvolto Loredana Bertè, squalificata per plagio, ma comunque invitata a esibirsi. La situazione ha generato malcontento tra i discografici, segnando un ulteriore deterioramento delle relazioni tra la Rai e gli addetti ai lavori.
Il gran finale e le nuove speranze
Nonostante le numerose difficoltà, il Festival di Sanremo del 2008 si è concluso con una finale che ha riservato una sorpresa: gli ascolti sono risaliti a 8,1 milioni, portando un po’ di ottimismo. Baudo ha riconosciuto le criticità ma ha anche trovato punti di forza nell’edizione, come la performance di Elio e le Storie Tese, che ha creato uno dei Dopofestival più memorabili.
Giò Di Tonno e Lola Ponce hanno trionfato con “Colpo di fulmine”, e mentre molti ricostruivano parallelismi con vittorie passate, Di Tonno ha sottolineato che solo il tempo avrebbe potuto dimostrare il valore della loro musica. Anna Tatangelo, seconda classificata, ha fatto parlare di sé con una dedica emotiva al compagno Gigi D’Alessio sul palco.
Per l’edizione successiva, la Rai ha scelto di rilanciare il Festival con Paolo Bonolis, aprendo la strada a una nuova era che si sarebbe contraddistinta per una maggiore freschezza e innovazione, con l’arrivo di talenti emersi da programmi televisivi.
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