Rocco Anelli parla di Animalia: una riflessione poetica su corpi, olio e miti apocalittici

Rocco Anelli è un nome che sta emergendo nel panorama del cinema contemporaneo italiano. Con una formazione variegata e influenze profonde dalla sua terra d’origine, Anelli ha creato opere che raccontano storie attraverso un linguaggio visivo potente e originale. Il suo cortometraggio più recente, Animalia, è stato proiettato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, catturando l’attenzione per il suo approccio audace e innovativo.

Un nuovo sguardo sul mondo di Rocco Anelli

Rocco Anelli, nato nel 1993 in Puglia, ha sempre trovato ispirazione nel contrasto tra la bellezza naturale delle sue origini e le marcate contaminazioni industriali che caratterizzano il paesaggio. Crescendo tra le campagne di Noicattaro e le fabbriche nei dintorni di Bari, ha sviluppato una sensibilità artistica che mescola esperienze personali e questioni politiche. Attraverso i suoi lavori, Anelli riesce a creare un dialogo tra l’individuale e il collettivo, portando sullo schermo narrazioni che sfuggono alle categorizzazioni tradizionali.

Animalia non è una semplice storia, ma un vero e proprio viaggio in un universo distopico dove l’acqua è sostituita da un olio denso e oscuro. Questo elemento diventa simbolo di contaminazione, mescolandosi a elementi di metamorfosi e rinascita. Il cortometraggio, girato in bianco e nero con esplosioni di colore che appaiono come epifanie, offre uno sguardo poetico su un futuro incerto, con protagonisti maschili che esplorano relazioni intime e complesse.

Le origini dell’idea di Animalia

La genesi di Animalia affonda le radici nelle esperienze personali di Anelli. La relazione tra ambiente e inquinamento ha segnato profondamente la sua infanzia. La Puglia, con la sua storia legata alla Magna Grecia e le sue tradizioni culturali uniche, ha fornito il contesto perfetto per dare vita a questo progetto. Anelli descrive il suo processo creativo come un’emergenza spontanea dal suo vissuto, dove il contrasto tra un paesaggio naturale apparentemente incontaminato e le cicatrici lasciate dall’industria invita a riflessioni più profonde sull’esistenza umana e il nostro rapporto con la natura.

Il concetto di un mondo privo d’acqua, dove la vita si nutre di un olio simbolico, rappresenta una potente metafora della crisi ecologica contemporanea. Anelli ha saputo tradurre questa idea in immagini evocative, portando il pubblico a confrontarsi con le contraddizioni del nostro tempo.

Il ruolo centrale dell’olio nella narrazione

Nel film, l’olio emerge come un elemento fondamentale, capace di veicolare significati ambivalenti. Da un lato rappresenta l’inquinamento, dall’altro diventa strumento di trasformazione. L’uso di questo simbolo permette di esplorare temi complessi legati alla natura e alla cultura pugliese. Anelli si ispira alla tradizione locale, dove figure mitologiche usavano l’olio per mutarsi in animali, creando un collegamento tra il sacro e il profano.

Le scelte artistiche di Anelli sono intrinsecamente legate alla sua ricerca di autenticità. Attraverso Animalia, il regista non intende solo raccontare una storia, ma invita anche a riflettere su come gli elementi di contaminazione possano coesistere con la bellezza dell’esistenza.

Una prospettiva queer in Animalia

Animalia presenta una componente queer che si sviluppa in modo organico, senza forzature narrative. Anelli sottolinea che la rappresentazione di relazioni maschili non convenzionali è emersa naturalmente durante il processo creativo. Con una visione fresca e originale, il regista offre uno sguardo sulle esperienze queer, evidenziando la bellezza dei corpi maschili in un contesto privo di voyeurismo.

Il film non solo mette in scena il corpo maschile, ma lo celebra, restituendo dignità e libertà ai personaggi. Questa scelta rappresenta un passo avanti nella rappresentazione delle identità queer nel cinema italiano, aprendo spazi per storie che vanno oltre le narrazioni tradizionali.

Scelte visive e location significative

Le scelte visive di Animalia, con il bianco e nero e il formato quadrato, contribuiscono a creare un’atmosfera claustrofobica e immersiva. Collaborando con Marco Ranieri, direttore della fotografia, Anelli ha desiderato rendere omaggio a film che hanno influenzato il suo lavoro, mantenendo però una forte identità visiva personale. L’uso del colore, limitato a momenti chiave, rende ancora più pregnante l’impatto emotivo delle scene.

Le location scelte per girare il film sono state fondamentali. I laghetti dei Gricilli, con le loro acque sulfuree, e una masseria abbandonata in Puglia, trasmettono un senso di desolazione e di bellezza primordiale. Questi luoghi non solo servono come sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione, contribuendo a costruire il mondo immaginario di Animalia.

Un’esperienza intensa alle prime proiezioni

Presentare Animalia in festival prestigiosi come Venezia e Roma è stata un’esperienza intensa per Anelli. Sebbene il corto non fosse autobiografico, elementi della sua vita personale si riflettono nel lavoro. Le emozioni provate durante le proiezioni sono state forti, evidenziando il legame personale che Anelli ha con la sua opera. È un momento di vulnerabilità artistica, ma anche di orgoglio, vedere il proprio lavoro accolto da un pubblico nuovo.

Nonostante il corto venga spesso visto come un passaggio verso lungometraggi, Anelli difende il valore intrinseco di questa forma d’arte. Per lui, il corto è uno spazio di libertà creativa, un’opportunità di esplorare idee senza le pressioni di un formato più lungo e strutturato.

Futuro e aspirazioni nel cinema di Rocco Anelli

Guardando al futuro, Anelli si sente pronto a continuare la sua esplorazione artistica, pur con la consapevolezza delle sfide che comporta il passaggio a film di maggiore durata. È determinato a trovare storie che siano autentiche e significative, continuando a raccontare esperienze queer e umane in tutte le loro sfaccettature. L’influenza della poesia e della metafora continuerà a essere centrale nel suo approccio narrativo, mentre esplora nuove modalità espressive.

In un mondo cinematografico in costante evoluzione, Rocco Anelli rappresenta una voce fresca e necessaria, capace di attingere dalla sua esperienza personale per costruire storie che parlano a tutti.

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