Uomo Vitruviano privato dei genitali provoca polemica alle Olimpiadi, Rai sottoposta a critiche

Il noto disegno di Leonardo da Vinci, L’Uomo Vitruviano, è balzato agli onori delle cronache per una controversia suscitata dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. La rappresentazione dell’opera appare in una versione modificata nel trailer della Rai, mancando dei genitali presenti nell’originale. Questo ha scatenato una reazione immediata da parte di figure politiche e dal mondo della cultura.

La polemica esplode alle Olimpiadi

Recentemente, la Rai ha scelto di utilizzare una versione “censurata” dell’Uomo Vitruviano per la sua sigla ufficiale durante le Olimpiadi. Questa decisione ha sollevato un’ondata di critiche, in particolare dal Partito Democratico. Gli esponenti del Pd hanno organizzato una protesta ufficiale, definendo la scelta come inaccettabile e incomprensibile. Irene Manzi, capogruppo del partito in Commissione Cultura alla Camera, ha espresso forte disappunto, chiedendosi se sia lecito alterare l’immagine di un simbolo così fondamentale della cultura rinascimentale.

Manzi ha sottolineato quanto questa censura possa umiliare e impoverire l’arte. Le sue parole risuonano forti, evidenziando il dovere del servizio pubblico di tutelare e valorizzare la storia culturale dell’Italia invece di modificarla per eccesso di prudenza.

Le richieste di chiarezza al Governo

Durante la bagarre, Manzi ha rivolto un appello diretto alla Rai e al governo guidato da Giorgia Meloni, chiedendo chiarimenti immediati riguardo alla decisione di censurare l’opera di Leonardo. Ha richiesto una risposta non solo dalla rete pubblica ma anche dal Ministro della Cultura, poiché tale scelta risulta offensive nei confronti del patrimonio culturale nazionale. Il dibattito sulla gestione e rappresentazione dei contenuti culturali ha assunto toni accesi, con la richiesta di fermare simili “gaffe” che potrebbero danneggiare gravemente l’immagine dell’Italia nel contesto internazionale.

La situazione si complica ulteriormente con la crescente mobilitazione di giornalisti Rai, i quali hanno avviato uno sciopero delle firme in segno di protesta contro le decisioni del direttore Paolo Petrecca, accusato di rendere la Rai protagonista di figuracce in occasione delle Olimpiadi. L’interrogazione parlamentare presentata dai deputati del Pd serve a porre l’accento su questi temi.

Reazioni dal Movimento 5 Stelle e dall’arte

Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso il proprio dissenso sulla censura operata dalla Rai. In una nota ufficiale, hanno paragonato la situazione a una forma di censura ispirata a regimi oppressivi, evidenziando come il ritocco dell’immagine di un’opera d’arte storica come quella di Leonardo possa risultare ridicolo e anacronistico. Gli esponenti del M5S hanno messo in dubbio l’autorità di chi decide di alterare un grande capolavoro artistico, insinuando che questo sia un segno di una cultura retrograda.

Daniele Vanni, sindaco di Vinci, ha anche voluto esprimere il suo parere sulla questione. Ha affermato che l’arte non dovrebbe mai essere soggetta a censura, ma deve invece essere spiegata e contestualizzata. Secondo lui, l’Uomo Vitruviano rappresenta un equilibrio cruciale tra arte e scienza, permettendo di trasmettere un messaggio di armonia e bellezza. La posizione di Vanni riflette un sentire comune tra gli artisti e gli intellettuali italiani, che vedono nella censura un attacco alla libera espressione.

Per concludere, la questione della censura del disegno di Leonardo continua a generare dibattito e tensione, dimostrando quanto sia cruciale la salvaguardia della cultura e dell’arte nel discorso pubblico contemporaneo.

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