Il film “Due Procuratori” e il suo significato profondo
“Due Procuratori” è un’opera cinematografica che esplora la burocrazia e la repressione durante il regime staliniano nell’Unione Sovietica del 1937. Ispirato a un racconto di GEORGY DEMIDOV, un prigioniero politico del tempo, il film si propone di affrontare le sfide morali e etiche legate alla ricerca della giustizia in un contesto oppressivo. Dopo essere stato presentato al Festival di Cannes e al Trieste Film Festival, la pellicola segna il ritorno del regista ucraino SERGEI LOZNITSA nel campo della finzione dopo un lungo intervallo.
La narrazione si concentra su due protagonisti: ALEXANDER KUZNETSOV, un giovane procuratore alle prime armi, e ANDREY KAZAKOV, un procuratore di regime che ha abbracciato la corruzione e il compromesso. Ispirandosi alle esperienze vissute da DEMIDOV nel Gulag, LOZNITSA intende raccontare non solo la storia di un individuo, ma anche quella di un sistema che schiaccia le aspirazioni umane e la ricerca della verità.
L’assenza dal cinema di finzione e il ritorno di LOZNITSA
Era dal 2019 che LOZNITSA non realizzava un lungometraggio di fiction, e il suo ritorno offre uno spunto importante per approfondire il tema della repressione sovietica. La pandemia di COVID-19 e il conflitto in Ucraina hanno reso difficile portare avanti progetti precedentemente avviati. Per questo motivo, il regista ha scelto di tornare a trattare tematiche legate al regime staliniano, ritenendo che ci sia ancora molto da dire su questo periodo storico, poiché il sistema di oppressione può riemergere in nuove forme.
Ancora più significativo è che, dopo aver esplorato temi come l’Olocausto e la repressione politica in film documentari, LOZNITSA si è sentito attratto dalla narrativa di DEMIDOV, che riesce a descrivere la complessità del sistema repressivo attraverso la sua esperienza personale. La scelta di affrontare questi argomenti è motivata dalla necessità di mantenere viva la memoria storica e di riflettere sulla continua presenza della violenza e della ingiustizia nel mondo contemporaneo.
Una rappresentazione noir della burocrazia e della giustizia
“Due Procuratori” si distingue per la sua atmosfera inquietante e il suo stile visivo. LOZNITSA ha scelto di utilizzare inquadrature fisse per riflettere la staticità della prigione e degli eventi che vi accadono. La mancanza di colori vivaci contribuisce a creare un senso di oppressione e disperazione, mentre la performance degli attori, particolarmente espressiva, aggiunge profondità emotiva al film.
Il regista sottolinea l’importanza di rappresentare un ideale di giustizia che, purtroppo, si scontra con una realtà in cui gli errori e le scelte sbagliate possono avere conseguenze devastanti. L’idealismo del protagonista, pur essendo una forza positiva, si rivela insufficiente di fronte alla potenza e alla corruzione del sistema che lo circonda.
Le riflessioni di LOZNITSA sul presente e sul futuro
Dopo aver presentato il film, LOZNITSA ha sottolineato la sua volontà di utilizzare “Due Procuratori” come un monito contro i pericoli di una burocrazia opprimente. Riconosce che il contesto attuale presenta delle somiglianze all’epoca prebellica, mettendo in guardia su come, a volte, la storia sembra ripetersi. Con parole forti, mette in evidenza la necessità di rimanere vigili per non cadere negli stessi errori del passato.
La sua analisi tocca anche la questione della democrazia e del potere, suggerendo che la burocrazia può trasformarsi in un meccanismo di controllo quando viene utilizzata da chi è al potere. LOZNITSA invita a riflettere sulle dinamiche di potere contemporanee, sottolineando quanto sia fondamentale mantenere viva la coscienza collettiva riguardo agli eventi storici e le loro implicazioni.
Le sfide del presente e l’eredità della guerra in corso
Infine, nel contesto della guerra in Ucraina, LOZNITSA ha espresso una certa preoccupazione per il futuro. Ha affermato che, sebbene ci sia sempre speranza, attualmente la situazione appare critica e complessa. La sua prospettiva è lucida e realistica, evidenziando che la guerra non è confinata all’Ucraina, ma coinvolge una vasta parte dell’Europa. La lotta per la giustizia e la libertà continua a essere un tema centrale, e “Due Procuratori” si inserisce perfettamente in questa discussione, proponendo una riflessione profonda sull’umanità e sui sistemi di potere.
Unisciti alla Community su WhatsApp!
Non perderti le anticipazioni, i gossip e le news esclusive sulle tue serie turche preferite. Entra nella nostra community ufficiale e scopri tutto prima degli altri.
Entra nella Community




