Per commemorare il Giorno del Ricordo, Rai 1 presenta un tributo emozionante alla figura di Abdon Pamich, marciatore che ha vissuto in prima persona le conseguenze del dominio jugoslavo nel nord-est. Il film biografico intitolato “Il Marciatore – La vera Storia di Abdon Pamich”, diretto da Alessandro Casale e con la partecipazione dello stesso Pamich e dell’attore Fausto Sciarappa, andrà in onda in prima serata, offrendo uno spaccato di storia e resilienza.
Una narrazione intensa su un uomo straordinario
Il film si propone di illustrare non solo la carriera sportiva di Abdon Pamich, ma anche il suo percorso di vita segnato da sfide e difficoltà. Come dichiarato dal regista Alessandro Casale, la pellicola è “il ritratto di un uomo che ha fatto della costanza, della determinazione e della resilienza il suo stile di vita”. Così, il lungometraggio diventa un’opera che riflette sul significato più profondo dello sport, visto come una metafora esistenziale. La carriera di Pamich affonda le radici nelle macerie della guerra e culmina in momenti di gloria olimpica.
Nato a Fiume nel 1933, Pamich ha trasformato il suo dramma personale, quello di un profugo dopo la Seconda Guerra Mondiale, in una carriera brillante. Specializzato nella marcia, ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma del 1960 e successivamente l’oro a Tokyo nel 1964. Questo ascendente da esule fiumano a campione olimpionico rappresenta un esempio di riscatto e di tenacia, elementi chiave del suo viaggio.
Il ruolo di simbolo nazionale
Oltre ai suoi successi sportivi, Abdon Pamich è diventato un simbolo per molti italiani, mantenendo vivo il ricordo della tragedia che ha colpito la sua città natale. Negli anni, è stato invitato a rappresentare il tricolore in numerosi eventi sportivi. Un particolare episodio significativo si è verificato durante le Olimpiadi di Monaco del 1972, dove ha avuto l’onore di ricoprire il ruolo di portabandiera.
La straordinaria vita di Pamich e il suo impegno nel mantenere viva la memoria storica sono temi centrali del film, che si apre con immagini evocative dell’altopiano carsico. Qui, il vero Pamich intraprende un cammino che lo riporta ai luoghi della sua infanzia, dando avvio a un racconto che ripercorre gli alti e bassi della sua esistenza.
Un flashback ricco di emozioni
La narrazione cinematografica scatta indietro nel tempo in un momento cruciale: la fine della Seconda Guerra Mondiale. Mentre Abdon e suo fratello Giovanni festeggiano la ritrovata libertà, la vita riserva loro nuove sfide. Questo passaggio rappresenta un punto di svolta, ricostruendo non solo la storia di Pamich, ma anche quella di un’intera generazione che ha dovuto affrontare conflitti e ricostruzioni.
Il film non si limita a raccontare la storia di un atleta, ma si immerge nel contesto storico e sociale di un’epoca segnata da cambiamenti radicali. La visione di Pamich va oltre il podio olimpico: abbraccia un messaggio di speranza e resilienza, rendendolo un personaggio emblematico, capace di ispirare anche le generazioni future.
Il tributo a Abdon Pamich, attraverso questa biografia cinematografica, si configura come un importante segnale di riconoscimento e celebrazione per un uomo che ha saputo affrontare le avversità con coraggio, diventando un faro di luce per chi vive esperienze simili. Questo racconto si promette di toccare le corde più profonde dello spettatore, invitandolo a riflettere sulla forza dell’individuo di fronte all’adversità.
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