Le polemiche attorno al nuovo programma di Tommaso Cerno
Il mondo dell’informazione sta vivendo giorni turbolenti, con la recente notizia che vede Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, alla guida di una nuova trasmissione quotidiana su Rai 2. Questa decisione ha già sollevato un’ondata di proteste da parte di alcuni esponenti politici, in particolare del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. L’inizio della striscia informativa è previsto per il 3 marzo, nelle fasce orarie immediatamente antecedenti il Tg2. La configurazione del programma prevede studi a Roma e Milano, con l’intenzione di affrontare i temi più attuali del giorno.
Cerno non si è tirato indietro nel far sentire la sua voce riguardo alle critiche ricevute. Con un tono provocatorio, ha dichiarato di sentirsi silenziato, paragonando la sua situazione a quella del comico Andrea Pucci. Secondo le indiscrezioni pubblicate da La Notizia, il programma potrebbe attrarre diversi spettatori grazie alla direzione di Alessandro Usai, già collaboratore di Cerno negli studi precedenti. Nonostante le aspettative, ci sono stati accenni di possibili rinvii, con alcune fonti che indicano un possibile slittamento all’estate.
Reazioni e contestazioni dagli organi politici
La reazione del Partito Democratico è stata tempestiva e incisiva. I membri del partito hanno espresso preoccupazione riguardo alla nomina di Cerno come conduttore, sostenendo che questa scelta rappresenti un utilizzo scorretto della Rai, trasformandola in uno strumento di propaganda politica. Hanno portato alla luce una cosiddetta emergenza democratica, accentuata dalla prossimità di imminenti appuntamenti elettorali, tra cui il referendum previsto a marzo. Nel contesto della commissione di vigilanza di Rai, i rappresentanti del PD hanno chiesto chiarimenti ai vertici aziendali, sottolineando le loro riserve sulla gestione editoriale di Cerno.
Anche il Movimento 5 Stelle ha sollevato la voce contro l’assegnazione di un programma a una figura così controversa. Gli esponenti del movimento hanno affermato che Cerno ha condotto una campagna continua contro i programmi di informazione della Rai, attaccando sia la rete che i giornalisti che vi lavorano. In un comunicato ufficiale, i pentastellati si sono detti delusi e preoccupati per un’influenza sempre maggiore di posizioni politiche all’interno dei contenuti informativi finanziati dai cittadini.
Le affermazioni di Tommaso Cerno e la reazione sociale
Di fronte alle accuse che gli sono state rivolte, Tommaso Cerno ha risposto con un messaggio diretto sui social, esprimendo la sua indignazione per quanto percepisce come tentativi di zittirlo. Ha citato le recenti contrapposizioni con i comici e i loro sostenitori, lasciando intendere che il suo stile deciso e provocatorio possa aver contribuito a creare degli antagonismi. Cerno ha richiamato alla mente questioni legate a presunti complotti e lobby, aggiungendo un ulteriore livello di tensione al dibattito pubblico.
La senatrice Dolores Bevilacqua, a capo della contestazione interna al M5S, ha evidenziato la necessità di rimuovere Cerno dalla Rai, sottolineando la gravità delle sue affermazioni e delle sue azioni. Questo clima di conflitto dimostra quanto sia delicata la questione della libertà di espressione e della responsabilità editoriale in un contesto di servizio pubblico, alimentando discussioni animati sui social e nei media.
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