Un imprevisto ha colpito un membro della troupe di un noto programma di inchieste italiane. Durante un servizio dedicato alla pesca illegale del novellame di sarda, noto come “bianchetto”, un cameraman è stato spinto in mare mentre si trovava a Crotone, in Calabria.
Un episodio drammatico a Crotone
Il rilevante episodio è emerso attraverso i canali social del programma, e verrà trasmesso durante la terza puntata in prima serata. Michele Macrì, inviato del programma, si trovava sul lungomare di Cirò Marina, intento a documentare le attività illecite legate alla pesca. Durante un’interazione con alcuni pescatori al porto, la troupe è stata circondata e aggredita. In seguito a una colluttazione, uno dei cameraman è stato scaraventato in acqua insieme all’attrezzatura.
Dopo l’aggressione, quando Macrì ha minacciato di contattare la capitaneria, i pescatori responsabili hanno risposto in modo provocatorio, deridendo la situazione. La gravità dell’episodio ha sollevato preoccupazioni riguardo alle difficoltà che i giornalisti affrontano nel tentativo di riportare alla luce attività illecite.
La questione del bianchetto e il mercato nero
L’inchiesta in oggetto si concentra sulla pesca illegale del novellame di sarda, un’attività che in Italia genera guadagni enormi e minaccia seriamente l’equilibrio dell’ecosistema marino. Questo traffico è sostenuto da imbarcazioni operanti al di fuori della legge, spesso attive nelle ore notturne, che utilizzano reti da pesca vietate. A questo fenomeno si aggiungono mercati clandestini, venditori ambulanti e ristoratori compiacenti, contribuendo a un commercio irregolare che talvolta fa il suo ingresso anche nella grande distribuzione.
Il bianchetto rappresenta una risorsa ambita, ma la sua pesca indiscriminata sta portando a conseguenze ecologiche preoccupanti. Le operazioni di monitoraggio e intervento da parte delle autorità sono necessarie per contrastare questa pratica dannosa e proteggere la fauna marina.
Aggressioni agli inviati e la lotta per la verità
Le aggressioni subite dagli inviati del programma sono una realtà purtroppo frequente. Storicamente, i giornalisti che cercano di documentare situazioni critiche o pratiche illecite si trovano di fronte non solo a insulti, ma anche a violenza fisica. Nel passato, episodi simili hanno comportato aggressioni fisiche in diverse forme, con inviati aggrediti durante le loro inchieste.
Nel corso dell’ultimo anno, un caso eclatante ha visto un’altra inviata minacciata e malmenata in modo violento. Tali episodi evidenziano il rischio costante che i reporter devono affrontare quando cercano di rendere pubbliche informazioni scomode, mettendo in luce la necessità di proteggere il diritto all’informazione e alla libertà di stampa.
L’accaduto a Crotone serve da memento sulla delicatezza del lavoro d’inchiesta, sottolineando l’importanza della sicurezza per i giornalisti e il riconoscimento del loro ruolo vitale nella società.
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