Il film Marty Supreme suscita polemiche a Parigi
Il recente evento di anteprima del film Marty Supreme ha attirato l’attenzione e le critiche del pubblico per i costi elevati dei biglietti. La proiezione si è tenuta al Grand Rex di Parigi, con la presenza del protagonista Timothée Chalamet, che interpreta il giovane Marty Mauser, aspirante campione di ping-pong. Nonostante l’elevata attesa, il prezzo dei biglietti ha generato un acceso dibattito tra gli spettatori.
I prezzi per assistere all’anteprima variavano da 18 euro in balconata a 25 euro nel mezzanino e in platea. Inoltre, sono stati messi a disposizione cinquanta posti speciali a 50 euro ciascuno, riservati a influencer e ospiti di spicco. Questa suddivisione dei costi ha sollevato interrogativi sulle pratiche commerciali adottate dal cinema, considerate insolite per il settore. Infatti, i biglietti di un’anteprima cinematografica dovrebbero essere più accessibili al grande pubblico.
Critiche e reazioni sui social
Dopo l’annuncio dei prezzi, le reazioni sui social media sono state immediate e numerose. Diverse persone hanno espresso il loro malcontento, accusando il Grand Rex di rendere l’evento esclusivo e inaccessibile, penalizzando così i veri appassionati di cinema. Tali accuse hanno messo in luce una tendenza crescente nell’industria cinematografica, dove eventi simili vengono percepiti come elitari piuttosto che come occasioni di svago aperte a tutti.
Il dibattito ha messo in evidenza anche il contrasto tra costi di proiezione al cinema e tariffe di eventi dal vivo, come concerti. Qui, però, ci si aspetta un’esibizione live, mentre in questo caso si trattava solo di una visione di un film, sollevando domande sulla giustificazione dei prezzi. Molti spettatori hanno condiviso la loro frustrazione su piattaforme social, chiedendosi se fosse giusto non poter partecipare a un evento legato alla Settima Arte a causa di costi così elevati.
Le parole del direttore del Grand Rex
In risposta alle critiche, il direttore del cinema, ALEXANDRE HELLMANN, ha difeso la decisione di fissare tali tariffe. Ha spiegato che organizzare un evento di anteprima con star americane comporta costi notevoli, tra cui il noleggio della sala, la sicurezza e altre spese accessorie. Secondo lui, il costo complessivo può raggiungere diversi milioni di euro, considerando che il cinema è chiuso al pubblico durante il giorno dell’anteprima.
HELLMANN ha inoltre chiarito che, mentre gli attori in altre situazioni possono far pagare per autografi e foto, nel caso di TIMOTHEE CHALAMET la situazione è differente. Chalamet è già remunerato per il suo lavoro promozionale, quindi non riceverà ulteriori compensi dall’evento. Questo spiega perché il cinema cerca di recuperare tramite i biglietti venduti, mantenendo metà del guadagno per sé e dando il resto al distributore.
Il commento di Timothée Chalamet
Dal palco dell’evento, TIMOTHEE CHALAMET ha voluto rispondere personalmente alle lamentele espresse dal pubblico riguardo ai costi dei biglietti. Ha affermato di comprendere il disappunto per i prezzi, sottolineando che lui stesso non beneficia delle entrate generate dalla vendita dei biglietti. In modo diretto, ha espresso la sua preferenza affinché l’evento fosse gratuito, comunicando così la sua solidarietà verso i fan.
Le sue dichiarazioni hanno cercato di stemperare le polemiche e dimostrare che l’intento del film e dell’anteprima fosse quello di coinvolgere il pubblico piuttosto che escluderlo. Nonostante le sfide economiche, il suo appello ha risuonato tra i presenti, molti dei quali continuano a sperare in un futuro dove il cinema possa rimanere accessibile a tutti, senza barriere economiche. La situazione rimane comunque un importante spunto di riflessione sull’industria cinematografica e le sue pratiche commerciali in evoluzione.
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