Alessandro Pellegrini si è imposto con la sua personalità , desiderando affermarsi come individuo distinto dalla sua celebre famiglia. Nonostante il suo legame con nomi noti come quello della sorella Federica e del padre Roberto, il bartender ha scelto di percorrere un cammino autonomo, abbracciando con entusiasmo il ruolo di zio, soprattutto dopo l’arrivo della nuova nipote. La sua visione di questa nuova dimensione è entusiasta e carica di energia.
La voglia di emergere nel mondo della mixology
Essere un artista del cocktail può risultare impegnativo, specialmente quando si è figlio di un famoso bartender. Alessandro Pellegrini, che ha appreso i segreti del mestiere dal padre, ha iniziato a lavorare nei chioschi del Lido di Venezia all’età di 15 anni. In un contesto in cui ogni errore veniva amplificato e le critiche si facevano sentire, la pressione era palpabile. Affrontare la sfida di farsi riconoscere per il proprio talento è stata una lotta continua. Alessandro ha vissuto momenti di frustrazione, ma ha mantenuto il focus sul desiderio di essere semplicemente se stesso.
La popolarità della sorella ha portato a un cambiamento significativo nella vita familiare. Federica, tornata dalle Olimpiadi del 2004 con una medaglia al collo, ha trasformato l’attenzione su di loro, creando un’onda di orgoglio e disorientamento che ha colpito tutti. L’intera dinamica familiare ha subito una metamorfosi, con la responsabilità di gestire la notorietà che gravava sulle spalle dei genitori. Alessandro ha descritto questo periodo come un momento di crescita forzata, dove ogni membro della famiglia ha dovuto adattarsi a nuovi equilibri.
Un percorso internazionale verso il successo
All’età di 24 anni, Alessandro decide di lasciare l’Italia per esplorare il mondo della mixology in Inghilterra. Comincia la sua avventura in un piccolo bar a Bosham, ma ben presto gli si presenta un’opportunità irripetibile: una proposta dal prestigioso The Connaught Bar di Londra, noto come un vero tempio della mixology. Per tre anni, Alessandro ha lavorato in un ambiente stimolante e prestigioso, affinando le sue abilità e guadagnandosi il rispetto nel settore. Tuttavia, il ritorno in Italia si è imposto a causa della pandemia, e ora lavora al St. Regis di Venezia, dove il suo cocktail bar è stato recentemente premiato come uno dei migliori d’Italia.
Attualmente, Alessandro non ha piani immediati per aprire un locale tutto suo, ma nutre un sogno particolare: servire da bere all’illustre attore Anthony Hopkins. La sua ammirazione per Hopkins va oltre il talento cinematografico; è attratto dalla complessità dell’individuo, dal suo amore per la musica e l’arte. Alessandro trova fascino nelle personalità che hanno molto da offrire, e si sente ispirato dall’idea di ascoltare storie e esperienze, anche quando si tratta di conversazioni semplici, come quelle che si potrebbero avere sorseggiando un bicchiere d’acqua fresca.
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