Mansouri ucciso a Rogoredo, Mario Giordano difende il poliziotto e chiede riconoscimenti per l’azione

Mario Giordano, noto conduttore di Mediaset, ha recentemente espresso il suo punto di vista riguardo all’indagine per omicidio che coinvolge un agente di polizia accusato di aver sparato e ucciso Abderrahim Mansouri a Rogoredo. Secondo Giordano, l’agente in questione meriterebbe addirittura una medaglia per il suo intervento. Durante la trasmissione “Fuori dal coro”, andata in onda domenica 1° febbraio, il giornalista ha avanzato domande provocatorie sulla legittimità dell’indagine, sottolineando i rischi per la sicurezza pubblica.

La posizione di Mario Giordano sull’indagine

Nel corso della puntata, Giordano ha ricordato i dettagli del tragico evento, chiarendo che l’agente ha aperto il fuoco contro un uomo armato di una pistola, anche se successivamente è stato rivelato che si trattava di un’arma giocattolo molto simile a quelle reali. Giordano ha messo in evidenza che Mansouri aveva alle spalle precedenti penali significativi, tra cui reati di rapina e aggressione, chiedendosi quale fosse il messaggio inviato attraverso l’apertura di un’indagine per omicidio in situazioni così complesse.

Giordano ha affermato: “Se indaghiamo i poliziotti che sparano ai delinquenti che gli puntano la pistola contro, chi ferma i violenti?” Questa affermazione ha suscitato reazioni contrastanti tra il pubblico e i colleghi dei media, con molti che hanno difeso l’operato delle forze dell’ordine in circostanze estreme.

Le parole di Paolo Macchi sull’uso della forza

Il dibattito è proseguito con l’intervento di Paolo Macchi, ispettore di polizia, che è intervenuto nel programma. Macchi ha voluto esemplificare la pericolosità della situazione descrivendo come, se un soggetto armato di pistola fosse uno spacciatore in un contesto notturno, l’uso delle armi da parte della polizia sarebbe non solo giustificato ma necessario. Le sue dichiarazioni riflettono una crescente preoccupazione per la sicurezza delle forze dell’ordine, messe sotto pressione da un ambiente politico e sociale sempre più critico nei loro confronti.

Macchi ha continuato dicendo che la società sembra avere una percezione distorta dell’uso della forza, sostenendo che chi rappresenta lo Stato deve avere la possibilità di esercitare le proprie prerogative per mantenere l’ordine pubblico. Ha concluso il suo intervento avvertendo che, se le forze dell’ordine vengono rese più deboli, l’intera comunità rischia di subire le conseguenze.

Dettagli sul caso di Abderrahim Mansouri

L’indagine sull’agente di polizia coinvolto nella morte di Mansouri ha attratto l’attenzione non solo dei media, ma anche delle istituzioni. La Procura di Milano ha avviato approfondimenti su un arresto precedente eseguito nel maggio 2024, sollevando interrogativi sulla condotta del poliziotto in questione. I documenti relativi a quell’arresto hanno messo in luce delle discrepanze tra le affermazioni fatte nel verbale e quanto registrato dalle telecamere di sorveglianza.

In aggiunta, un’altra situazione di tensione è emersa in Rogoredo nello stesso giorno, quando un uomo cinese è stato ferito da colpi di arma da fuoco da parte della polizia dopo aver rubato una pistola a un vigilante e averla utilizzata contro le forze dell’ordine. Questo evento ha ulteriormente complicato il contesto già delicato riguardo all’operato della polizia nella zona.

Il caso continua a suscitare un acceso dibattito sull’adeguatezza delle procedure e sulle responsabilità delle forze dell’ordine, con molte personalità del mondo politico che prendono posizione sull’accaduto. Le reazioni variano da appelli alla protezione degli agenti a richieste di maggiore chiarezza e trasparenza nelle indagini, rendendo il tema della sicurezza pubblica oggetto di accese discussioni nell’opinione pubblica italiana.

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