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E’ finita con insuccesso la prima “vera” stagione delle svendite a Sofia |
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Scritto da Lilia Rangelova
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Mercoledì 01 Settembre 2010 15:11 |
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Nonostante gli enormi sconti che durante questa stagione venivano proposti per la prima volta in Bulgaria, i fatturati dei negozi di scarpe, abbigliamento e accessori sono rimasti modesti. Sia per la crisi economica che per la saturazione del mercato ed i troppi centri commerciali inutili, acquirenti mancano. Nell’ultimo giorno del mese dei saldi nessuno si ricorda del furore che ha provocato l’apertura del primo outlet in Bulgaria "Sofia outlet center" a marzo. A differenza della delusione della gente allora, che si aspettava di poter spendere a buon prezzo, ora nei centri commerciali a Sofia sconti ci sono, anche veri. I grandi nomi dell’industria della moda, che durante questa stagione hanno messo piede sul mercato bulgaro, hanno seguito la propria prassi commerciale e hanno proposto ai clienti bulgari gli sconti che ci sono in tutto il mondo: fino al 70%, addirittura fino all’80%. Questo fatto ha costretto anche gli altri negozi che da anni cercavano di convincere i clienti connazionali che lo sconto del 20% fosse una vera e propria svendita, ad abbassare i prezzi alla fine della stagione almeno fino al 50%. Ciò nonostante però, anche nel mall più recente di Sofia, non si vede gente neanche nei corridoi. In un ora abbiamo sentito il suono del dispositivo per la marcatura di merce soltanto due volte.
Nella lotta per attirare clienti, la titolare intraprendente del negozio della catena italiana Playlife aveva sparso bandierine italiane in tutta la sala dove suonava musica italiana. Altri negozi italiani invece mettevano l’accento sulla propria origine tramite scritte in lingua italiana. Sorprende anche la mancanza di interesse verso il primo negozio della catena Next, aperto ieri in Bulgaria.
Schiacciati da contratti a lungo termine con i centri commerciali, migliaia di commercianti sperano che la crisi allenti la morsa alla fine della stagione invernale per poter evitare fallimenti di massa con il conseguente svuotamento dei centri commerciali nella capitale.


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