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I cambiamenti fiscali preparati in Bulgaria sono richiesti da Bruxelles |
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Scritto da Lilia Rangelova
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Venerdì 10 Settembre 2010 04:58 |
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I cambiamenti proposti nel tasso del DDC (l’IVA bulgara) per il turismo e le accise sui carburanti non sono un tentativo di riempire i buchi di bilancio, ma richieste della CE. Ciò ha spiegato giovedì il ministro delle finanze Simeon Dyankov in parlamento di fronte ai giornalisti.
“La Commissione Europea vuole che abbiamo tassi equi di DDC tra i turisti organizzati e quelli individuali; questo è un obbligo che la Bulgaria si è assunta già dal 2006 e cioè prima della sua entrata nell’UE” ha spiegato Dyankov. A causa di questi obblighi non compiuti, la Bulgaria si aspetta una grossa sanzione finanziaria, ma le multe inflitte da Bruxelles non si possono contestare, ricorda il ministro.
L’effetto di codesti cambiamenti fiscali è minimo per il bilancio e non è un rincorso innalzamento delle entrate attraverso le tasse, smentisce le voci Dyankov. A causa del fatto che gran parte delle prenotazioni per la prossima stagione turistica sono già state anticipate, il governo proverà ad introdurre il tasso equo da ottobre dell’anno prossimo, che, però, potrà avvenire solo a seguito dell’approvazione di Bruxelles. In caso contrario ciò dovrà avvenire dall’inizio del 2011.
Il ministro non ha approvato la proposta del ministro delle politiche sociali e dei sindacati di innalzare lo stipendio minimo a 270 lv. dall’anno prossimo, “Siamo ancora in periodo di crisi e queste sono le possibilità della tesoreria” si è argomentato Dyankov.
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