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Gli ambientalisti vogliono un referendum sulle aree sciistiche di Bansko con le elezioni presidenziali |
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Scritto da Petia Emilova
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Martedì 05 Luglio 2011 00:58 |

Organizzazioni ambientaliste hanno suggerito di organizzare con le elezioni presidenziali e amministrative del 23 ottobre un referendum nazionale sul destino degli impianti sciistici del Parco Nazionale del "Pirin", costruiti su terreni rubati da parte del concessionario della zona sciistica di Bansko "Ulen" AD, riferisce Mediapool.
Una volta emerso che l'azienda ha costruito impianti di risalita su 65 ettari di parco, che non sono inclusi nel contratto di concessione, il primo ministro Boyko Borisov ha proposto "di andare insieme a Bansko, di riunire le persone e chiedere loro quale opzione preferire per la soluzione del problema", come la chiusura di una parte della zona, di tutti gli impianti o modificare la legge legalizzando le piste in modo che lo stato incassi i soldi.
Gli ambientalisti ritengono che tra le questioni del referendum, oltre a se rimuovere o meno gli impianti di risalita costruiti illegalmente, o togliere la concessione per il parco, o punire la "Ulen", si dovrebbe sottoporre ai cittadini la questione se dobbiamo dare gli spazi comuni del Parco Nazionale del "Pirin" in uso a società off-shore.
Gli ambientalisti sostengono che le prossime elezioni amministrative e presidenziali danno l'opportunità, ad un costo minimo, di condurre il primo referendum nazionale dedicato al Parco Nazionale del "Pirin".
Tempo fa il difensore civico Konstantin Pentchev propose, che insieme alle elezioni di autunno, fossero raccolti i pareri della gente sul problema dell'eutanasia, che Luben Kornezov aveva proposto di legalizzare.
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