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La Corte europea dà l’ultimatum alla Bulgaria per accelerare i procedimenti giudiziari |
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Scritto da Lilia Rangelova
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Mercoledì 11 Maggio 2011 07:22 |
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La Corte europea per i diritti dell'uomo ha imposto un periodo di un anno alla Bulgaria per adottare le misure necessarie per accelerare i processi, riferisce l'agenzia di stampa Mediapool.
La Corte ha raccomandato la Bulgaria di prendere le misure per accelerare i processi e per stabilire una procedura per l'indennizzo delle vittime, compresi i processi già passati. La corte di Strasburgo indirettamente ha dichiarato errata parte delle recenti modifiche al codice di procedura penale, approvate dal GERB.
Le modifiche hanno eliminato il diritto dell’imputato di chiedere l'introduzione del procedimento in tribunale se l'inchiesta continua oltre 2 anni. L'opposizione avvisa che ciò potrebbe condurre ad una serie di casi a Strasburgo, il che è già un fatto, in quanto attualmente sono state presentate un totale di 700 denunce contro la Bulgaria per l’eccessiva durata dei procedimenti e i procedimenti giudiziari in attesa di decisione da parte della Corte di Strasburgo sono 130.
La decisione è stata presa a seguito di tre ricorsi presentati da cittadini bulgari. Il primo è dall’imputato per tentato furto Stoyan Dimitrov, il cui procedimento è durato 9 anni e 8 mesi, il secondo è dal banchiere Nicola Hamanov che è citato in giudizio da 5 anni e 3 mesi. La terza è da una cittadina bulgara vivente in Germania, Maria Finger, che dopo 9 anni e 10 mesi è riuscita a completare un’azione per la spartizione di una proprietà in patria. In questi casi, esistono già condanne e la Bulgaria dovrà pagare una compensazione pecuniaria pari a 15.000 euro in totale.
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