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La Bulgaria vuole rinegoziare una parte delle condizioni del collegamento di gas con la Grecia, e perciò il progetto non è in via di sviluppo ad un ritmo rapido " - ha dichiarato il Ministro dell'Energia Traycho Traikov in una conferenza stampa in occasione del primo anno di mandato governativo, tenutasi ieri. Traykov ha commentato che con un'attenta analisi del progetto con la Grecia si può vedere che l'interesse bulgaro non è tutelato abbastanza bene, il che dovebbe essere assicurato dopo la rinegoziazione di alcune clausole, tanto più che questo sarà il primo tubo in territorio bulgaro, che sarà di nostra proprietà per la metà. Traikov non ha precisato però quali sono le clausole specifiche del contratto che devono essere rinegoziate.
Secondo Traikov, nel 90% dei progetti con partecipazione internazionale, la Bulgaria è vincolata dalle clausole contrattuali e le formulazioni non soddisfano al meglio gli interessi del Paese.
L’accordo per costruire il collegamento tra la Bulgaria e la Grecia - il gasdotto IGB (Interconnector Greece–Bulgaria) è stato firmato il 14 luglio 2009, tra l’Holding bulgara di energia (BEH) da un lato, e la greca DEPA e l’italaina Edison, attraverso la loro joint-venture
“ITGI Poseidon". L’accordo prevede che la costruzione del gasdotto di capacità di 3-5 miliardi di metri cubi all'anno, abbia inizio entro il 2010, costo stimato 120 milioni di euro. Di questi, 45 milioni di euro sono una sovvenzione della Commissione europea nell'ambito del piano di rilancio per l'economia della comunità. I finanziamenti residui necessari per garantire la parità sono dei partner del progetto a seconda della quota della loro artecipazione. Per BEH questo significa 37,5 milioni di euro.
Traykov ha comunicato che si prevede che il collegamento gas con la Turchia avvenga secondo una specifica del progetto di gasdotto europeo Nabucco. Il finanziamento del progetto dovrebbe avvenire nell’ambito degli stanziati 200 milioni di euro secondo il piano europeo di ripresa economica.
Traikov ha riferito inoltre che continua il lavoro sui legami gas con la Romania e la Serbia.
Se entro un anno non ci sarà uno sviluppo della centrale nucleare di Belene, l'argomento si chiude – ha ribadito il Ministro. Fino ad allora, dovrebbe essere chiaro l'interesse degli investitori nel progetto.
Come priorità per il prossimo anno in energia, Traykov ha indicato l'adozione della strategia energetica, i collegamenti per il gas, la privatizzazione della partecipazione di minoranza di società del governo ed altri.
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