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Il ministro degli interni in Bulgaria ha giustificato le azioni dei poliziotti a Kardjali |
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Scritto da Lilia Rangelova
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Giovedì 29 Luglio 2010 16:41 |

Il ministro degli interni Tsvetan Tsvetanov ha giustificato le azioni dei poliziotti a Kardjali ed ha respinto le affermazioni di violenza esercitata nel caso dell’irruzione “erronea” nella casa di una famiglia nella città.
“Io resterò dalla parte dei poliziotti finché non sarà provata la loro colpa. Il Ministero degli Interni continuerà a lavorare con lo stesso entusiasmo ed io ho dato piena libertà operativa, ma in osservanza delle leggi” – ha detto Tsvetanov. L’opposizione però sta usando il fatto per accusare il governo in "prepotenza poliziesca".
Dalla tribuna parlamentare il ministro ha dichiarato che la polizia lavorava su informazione operativa al fine di disintegrare un gruppo a delinquere che forniva ragazze per prostituzione. Secondo le sue parole, il figlio di Aisel Mustafova, Karim, aveva ordinato due prostitute il cui sfruttatore veniva intercettato dalla polizia.
"La madre, il padre e l’ospite non hanno opposto alcuna resistenza e nessuno è stato grossolano nei loro confronti. Solo che nel momento in cui i poliziotti si avviano verso la cameretta, vedono la porta aperta ed una sagoma femminile, pensano che le ragazze stiano lì dentro. Ecco perché sono entrati nella stanza in modo abbastanza veloce. Da lì anche il fatto di aver colpito la ragazza con la porta” – così il ministro ha spiegato le ferite sulla testa della figlia.
Tsvetanov ha detto che inizialmente Karim aveva confessato di aver ordinato le due prostitute da Djem Mustafa come ospiti. In seguito però ha rifiutato a scriverlo nelle spiegazioni scritte.
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