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Il primo ministro Boyko Borisov ha sospettato domenica che venissse esercitata una "pressione intenzionale" sullo sviluppo dei porti bulgari, la stessa politica è stata perseguita contro le infrastrutture stradali

Negli ultimi 20 anni non si è lavorato affinchè la Bulgaria diventasse un centro dei trasporti - ha dichiarato il primo ministro Boiko Borisov ai giornalisti durante la sua visita a Varna con il ministro delle Finanze Simeon Dyankov.
Secondo le parole del Primo ministro, mentre i porti della Grecia e della Romania si sono sviluppati con un forte ritmo con i fondi europei, in Bulgaria sono stati ritirati i prestiti costosi per i nostri porti. Invece di approfittare della loro caratteristica geografica, non è stato fatto nulla - ha aggiunto Borisov. Borisov ha fornito un esempio - il progetto per l'ampliamento del porto di Burgas, che viene realizzato con un prestito della Banca del Giappone per la cooperazione internazionale. "Stiamo pagando 16 milioni di dollari solo di differenze nel tasso dello yen rispetto al dollaro e di interessi pagati ulteriormente dal ministero delle Finanze" - ha dichiarato lui.
"Se non si interviene, tra due anni la normativa europea entra in vigore, e ci obbligherà a chiedere a tutti i Paesi vicini, quando vogliamo sviluppare le attività portuali" - ha aggiunto Borisov.
Secondo lui, la stessa politica di pressione al ribasso è stata seguita anche sull’infrastruttura stradale nel Paese, così ora nel nostro Paese non c’è neanche un’autostrada interamente completata. Ed ha aggiunto che questo cambierà dopo la costruzione completa dell’autostrada Trakia nella metà del 2012, e dal 2014 il funzionamento della superstrada Hemus.
L’infrastruttura sarà al centro della prossima visita del Borisov negli Stati Uniti a fine settembre. Il Primo Ministro è invitato a partecipare alla 65a sessione dell'Assemblea generale dell'ONU. Egli sfrutterà occasione e parlerà con i rappresentanti della Cina, sul loro interesse per le infrastrutture dei trasporti bulgari.
Circa due mesi fa, dopo una visita in Cina, il ministro dell'Economia, dell’Energia e del Turismo Traycho Traykov ha annunciato l'interesse degli investitori cinesi per la concessione degli aeroporti bulgari, che potrebbero assorbire una parte delle esportazioni cinesi in Europa.
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